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2006 Vallada bimbo valladese 2008 Perù Cesar Vallejo 2006 Limana fanciulla buzzattiana 2008 Perù Victor R.Sui Sui


Villaggi di Dunio

 

 

Come quando una musica

Con effetto curioso

Di spazio e tempo

Traslati

Entra nell’anima assorta,

così l’oblio dei villaggi

- dall’incisione perentoria esatta -

dove una musica aleggia

nell’atmosfera rarefatta

e dolce di una vita

non più dimenticata.

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(Grazia Aricò, Il Melograno, 2004)

2008 Sappade Alice 2005 Cencenighe 2007 Penia di Canazei Cristiano 2008 Perù La marinera

“....Non ha deluso i suoi primi critici Dunio. Di strada ne ha percorso tanta e, oggi, pittore fatto e compiuto, di quell’Accademia che si diceva avesse frequentato con costanza, passione e beneficio non si ricorda più, o quasi. Se accetta di avervi lucrato qualche cifra tecnica a credito per il suo mestiere, altrimenti ritiene che la scuola non gli sia stata poi così benefica. A costruire man mano la sua personale via espressiva sarebbero stati piuttosto lo sguardo e l’attenzione al lavoro “sul campo” di maestri veri, pittori sul serio e per professione unica....”

(Giorgio Negro, Dunio a Vallada, 2004)

2007 Peru Galileo Galilei 2008 Peru Simon Bolivar 2007 Alleghe bimbo di Cesaril 2008 Alleghe Domenico Rudatis

“.....Nelle cartelle come sugli affreschi del nostro artista, nulla ricorre che riveli cedimenti rituali o vezzi accademici; tanto meno, nulla che solletichi in chi guarda la superficialità di quel folclorismo ripetitivo, tendente oggi a contrabbandare sotto leziosi scenari di montagna un’araldica memoriale che decade a mode e gusti appiattiti.

Sia consentito di insistere sopra questo tasto, che risponde al turbamento, prima che allo sdegno.

Nessuno spazio – per insistere sull’esempio – l’opera di Dunio concede alle suggestioni decorative intese ad addobbare tradizioni scadute, corteggiando un turismo di bocca buona, che consegna la civiltà valligiana a puri interessi di vanità e speculazione....”

(Enzo Dematté, Le carte di Dunio, 2005)

Vallada - Capitelllo Mama Bela - 2005 2008 Sappade San Antonio Abate

“......Litografie, acqueforti, acquetinte di svariati formati, di diverse grandezze realizzate per gli scopi più vari (non ultimo quello di aiutare associazioni di volontariato) sono anch’esse immagini che…si fanno ascoltare.

Quindi Dunio, soprattutto affreschista, soprattutto incisore…

E’ bello credere che, forse, è stata la vicinanza della sua casa natale ad una calchera a segnare in qualche modo il suo destino di affreschista; ugualmente è bello sapere che un’amicizia ha incoraggiato il suo destino di incisore. Si mescolano così nella sua biografia suggestioni e sentimenti, le stesse suggestioni e gli stessi sentimenti che, tonalità su tonalità, fanno vibrare le sue opere.....“

(Liana Cavallet, Il colore e la musica, le radici e le ali… nella pittura di Dunio, 2006)

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"...quello di Dunio è un cammino fatto di alacrità, di spessore, è un'opera che denota come l'autore non si sia fermato sulle prime enunciazioni, ma sia andato avanti tentando smpre nuvi territori di ricerca. In fondo, ciò è caratteristica di chi ha preso sul serio il "mestiere" dell'artista e non concede nulla di scontato a sè e agli altri..."

(Dino Bridda, Frammenti su Dunio 2010)


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" Il mondo offerto, con rara spontaneità, dall'arte di Dunio, induce lo spettetore a immaginare, attraverso forme essenziali e reali, altre storie...a scoprire significati che ogni vissuto percepisce e rielabora liberamente.

Tutto ciò accade osservando paesaggi montani autentici nella loro forza, riti sacri e giochi infantili evocati dalla memoria, vizi e debolzze della nostra sociètà.

Alcune verità sociali assumono sebianze di animali, protagonisti in luoghi sureali, nella storia di mentali costruzioni umane...chiare provocazioni, beffarde e incisive, diventano immagini fiabesche, sintesi originale tra illustrazione e realismo magico.

Così una sorta di follia trasgressiva si confonde con una quotidianità semplice e rigorosa, frutto di una visione sensibile che trasfigura l'esperienza a favore di una intensa espressione creativa.

(Donatella Palazzi, Orizzonti, 2013)

 

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...Girando tra i quadri di Dunio sembra di viaggiare in un candido e sereno mondo di fiabe, ma le fiaba, sapete, nascondono una vena melanconica e pedagogica che Franz Kafka ha colto superbamente: "non esistono fiabe non cruente, tutte le fiabe provengono dalla profondità del sangue e dall'angoscia perchè con le fiabe si attira l'attenzione degli uomini sulla verità"

(Erminio Mazzucco, Pieve d'Alpago 2014)


 

Tra gli altri hanno scritto sulla sua opera Antonella Alban, Grazia Aricò, Renato Bona, Luigina Bortolatto,  Dino Bridda, Liana Cavallet Gigi Corazzol, Dario Fontanive, Ezio Franceschini, Enrico Ganz, Giuliano Dal Mas, Enzo Dematté, Erminio Mazzucco, Luisa Manfroi, Mirco Mezzacasa, Giorgio Negro, Giovanni Padovani, Donatella Palazzi, Bepi Pellegrinon, Agostino Perale, Marino Perera, Alfonso Sanchez, Gianni Santomaso, Loris Santomaso, Maurizio Scudiero, Marco Rech, Martina Reolon, Ruggero Sicurelli, Paolo Tieto, Celestino Vallazza e Maurizio Zanon.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Febbraio 2016 20:51
 
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